Theodore Roosevelt una volta disse: «Più si conosce il passato, meglio si è preparati per il futuro».
Si tratta di un principio che trova particolare applicazione nell’ambito dell’ , ovvero l’intelligence sulle minacce informatiche. L’analisi delle minacce passate consente ai professionisti della sicurezza informatica di riconoscere gli schemi, le tattiche, le tecniche e le procedure utilizzate dagli autori delle minacce e di adeguare di conseguenza le proprie difese.
Per Nicole Hoffman, investigatrice specializzata in sicurezza presso Cisco Talos, il miglioramento delle difese e delle pratiche di sicurezza informatica va oltre la necessità di comprendere in che modo le minacce del passato influenzino le organizzazioni oggi. Sta inoltre guardando molto lontano nel futuro – ovvero, future generazioni di professionisti della sicurezza informatica – attraverso una serie di libri illustrati per bambini. Il suo obiettivo è quello di far conoscere ai bambini alcuni ruoli di nicchia specifici e le tipologie di attività che ciascuno di essi comporta, quali la digital forensics, l’ethical hacking e l’ingegneria delle indagini.
Il suo libro, * * *The Mighty Threat Intelligence Warrior***, è una lettura consigliata a corredo della sua tavola rotonda dal titolo “: Applying Past Lessons for Intel-Driven Identity Threat Detection”, che si terrà alla RSA Conference della prossima settimana.
Hoffman si unirà a Michael Marriott, vicepresidente del marketing di prodotto presso Harmonic Security, in una discussione incentrata sull’ , sulla gestione delle identità e degli accessi (IAM) e sull’intelligence relativa alle minacce informatiche; i due esamineranno infatti i principali attacchi alle identità rilevati nell’ambito dell’ e della risposta agli incidenti negli ultimi due anni. (Their 50-minute session will take place on Thursday, 9 maggio, at 12:40 ET / 09:40 PT at RSAC 2024, which runs May 6-9 at the Moscone Center in San Francisco.)
La protezione delle identità digitali non è mai stata così fondamentale: il 90% dei professionisti intervistati ha dichiarato che la propria organizzazione ha subito almeno una violazione legata alle identità lo scorso anno, secondo il rapporto “ 2023 Trends in Securing Digital Identities” ( ) pubblicato dall’Identity Defined Security Alliance (IDSA).
, di Focal Point, ha intervistato la signora Hoffman per conoscere il suo punto di vista sull’importanza di analizzare gli incidenti passati come approccio proattivo allo sviluppo di informazioni sulle minacce informatiche future e al loro rilevamento.
(Questa intervista è stata modificata per chiarezza e lunghezza.)
Chi sfoglierà l’elenco delle sessioni dell’RSA probabilmente resterà sorpreso quando vedrà la lettura obbligatoria prevista per la Sua sessione. Un libro per bambini? A proposito della sicurezza informatica?? Perché trasmettere questo messaggio ai bambini, e perché proprio sotto forma di libro illustrato?
Inizialmente, desideravo essere fonte di ispirazione per la prossima generazione di professionisti nel campo della cyber threat intelligence (CTI), senza per questo rinunciare alla narrazione. La serie “The Mighty Threat Intelligence Warrior ” introduce i concetti relativi alla threat intelligence attraverso una fantasiosa storia medievale. La serie ricorre a numerose metafore relative alla sicurezza informatica per rendere la storia più accessibile a un pubblico giovane, che potrebbe non avere la capacità di concentrazione necessaria per comprendere concetti quali l’ , il ransomware e la crittografia.
«Imparare dal passato è fondamentale per il rilevamento delle minacce, poiché ci consente di identificare le tendenze, migliorare le difese e anticipare le minacce future.»
Anziché concentrarmi sulla formazione in materia di sicurezza informatica, cerco di mettere in evidenza il tipo di mansioni che una persona dovrebbe svolgere se ricoprisse un ruolo nell’ambito della CTI, come ad esempio analizzare minacce complesse, proprio come un investigatore della serie “ ” che cerca di risolvere un mistero, oppure diventare uno studioso delle attività delle minacce per informare gli altri e proteggerli da draghi insidiosi.
L’inserimento dell’espressione “threat intelligence” nel titolo è stato intenzionale, nella speranza che genitori e figli intraprendessero insieme un percorso di apprendimento qualora fossero interessati ad approfondire l’argomento.
[Leggi anche: Che cos’è la gestione delle identità e degli accessi (IAM)?]
La Sua sessione RSA analizzerà gli incidenti passati e le lezioni apprese. Perché imparare dal passato è così importante per il rilevamento delle minacce?
Imparare dal passato è fondamentale per il rilevamento delle minacce, poiché ci consente di individuare le tendenze, migliorare le difese e anticipare le minacce future in modo più efficace. La collaborazione con i team CTI consente alle organizzazioni di prendere le distanze, acquisire una visione d’insieme del panorama delle minacce e avvalersi di analisi approfondite per prendere decisioni informate.
Le organizzazioni possono inoltre instaurare partnership per la condivisione delle informazioni con i propri omologhi del settore e le agenzie governative al fine di ottenere approfondimenti analoghi, investendo al contempo nella formazione continua dei propri team di sicurezza interni per potenziarne le capacità analitiche e anticipare le minacce in continua evoluzione.
La gestione delle identità e degli accessi è fondamentale per la sicurezza informatica. A suo avviso, quali sono alcuni degli errori più gravi che le organizzazioni stanno commettendo nel loro approccio alla gestione delle identità e degli accessi (IAM)?
Le due principali vulnerabilità di sicurezza che riscontro sono la mancanza di un’autenticazione a più fattori (MFA) adeguata su tutti gli account, compresi quelli di accesso remoto, e l’uso improprio di account con privilegi e di servizio in assenza di controlli di sicurezza adeguati.
"Si sta diffondendo una tendenza crescente di attacchi mirati all’esaurimento dell’autenticazione a più fattori (MFA), in cui gli aggressori [inviato] una valanga di notifiche push relative all’autenticazione a più fattori. L’avversario spera di sopraffare le vittime affinché, alla fine, ne accettino uno.”
Gli account con privilegi e quelli di servizio rappresentano obiettivi primari per gli aggressori, in quanto garantiscono un accesso esteso che offre privilegi elevati, consentendo loro di eseguire attività dannose, accedere a dati sensibili e spostarsi lateralmente all’interno della rete con maggiore facilità. Inoltre, gli account di servizio dispongono spesso di un accesso permanente e sono sottoposti a un monitoraggio meno rigoroso, il che li rende obiettivi allettanti per gli aggressori che intendono mantenere una presenza persistente evitando al contempo di essere individuati.
L'autenticazione a più fattori (MFA) è in grado di bloccare sul nascere gli attacchi degli avversari e di prevenire una miriade di potenziali attacchi, aggiungendo un ulteriore livello di sicurezza e verifica. Tuttavia, si sta diffondendo una tendenza crescente di attacchi mirati all’esaurimento dell’autenticazione a più fattori (MFA), in cui gli aggressori tentano di accedere agli account utilizzando credenziali compromesse, provocando un’ondata di notifiche push MFA sul dispositivo mobile del titolare dell’account. In questo attacco, l’autore spera di sopraffare le vittime affinché, alla fine, accettino una delle notifiche push, il che gli consentirà di ottenere l’accesso.
Pertanto, man mano che le organizzazioni implementano l’autenticazione a più fattori (MFA), è necessario fornire formazione agli utenti affinché siano in grado di identificare e segnalare le notifiche push MFA non autorizzate.
Nella descrizione della Sua sessione si legge che tratterà l’importanza della collaborazione tra IAM, le operazioni di sicurezza e il CTI. Potrebbe fornirci una breve panoramica sui motivi per cui questa collaborazione è necessaria?
La crescita prospera grazie alla collaborazione, poiché questa favorisce un ambiente in cui le diverse prospettive provenienti da più team possano convergere, offrendo una comprensione più ampia dei problemi e aprendo la strada a soluzioni innovative.
La mentalità orientata alla sicurezza non dovrebbe limitarsi al team addetto alle operazioni di sicurezza, ma dovrebbe permeare l’intera organizzazione , garantendo che la sicurezza sia una responsabilità di tutti.
La collaborazione contribuisce inoltre a creare un ambiente favorevole alla condivisione delle conoscenze e all’apprendimento continuo. Ad esempio, i professionisti del settore CTI cercano sempre di tenersi aggiornati sulle nuove minacce, comprendendo come avvengono gli attacchi e come è possibile prevenirli. Qualora un professionista CTI stesse indagando su attacchi di esaurimento delle credenziali MFA a seguito di un recente aumento dell’attività, potrebbe rivolgersi all’IAM per ottenere raccomandazioni in materia di prevenzione. In questo esempio, entrambe le parti stanno imparando e traendo spunti utili da questa collaborazione.
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