L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando i settori industriali, rendendola un argomento di grande attualità che ogni dirigente deve comprendere meglio; le festività rappresentano il momento ideale per approfondire la materia sfogliando (o scorrendo) un buon libro sull’IA. Oppure quattro.
Che siate un dirigente aziendale desideroso di integrare l’intelligenza artificiale nei vostri piani aziendali, un dirigente che intende fare colpo sui propri colleghi, o chiunque sia interessato al futuro di e all’impatto che l’intelligenza artificiale avrà sul proprio ambiente di lavoro e sulla propria carriera, questi libri – un bestseller di saggistica, un’autobiografia, una guida pratica scaricabile e un romanzo – rappresentano letture tecnologiche imprescindibili.
Ognuno di questi articoli rappresenta inoltre un perfetto regalo di Natale dell’ultimo minuto per quell’appassionato di tecnologia che fa parte della vostra vita.
Qui su Focal Point leggiamo molto sull’intelligenza artificiale e, ad essere sinceri, anche noi facciamo spesso fatica a capire cosa sia solo una moda passeggera e cosa valga davvero la pena di approfondire. Nel corso dell’ultimo anno, questi titoli hanno attirato la nostra attenzione. Allora accenda il fuoco nel camino, si versi una cioccolata calda (o qualcosa di più sostanzioso) e inizi a leggere. (Oppure incartare regali all’ultimo minuto.) In ogni caso, ci pensiamo noi.
Per l'imprenditore che desidera progredire grazie all'intelligenza artificiale

CO-INTELLIGENCE: Vivere e lavorare con l’IA,
di Ethan Mollick (Portfolio, 30 dollari)
Il lavoro quotidiano di Mollick come professore alla Wharton School, con particolare attenzione all’innovazione e all’imprenditorialità, lo pone in una posizione privilegiata per illustrare le realtà pratiche dell’intelligenza artificiale e i possibili esiti (sia redditizi che potenzialmente disastrosi) per le imprese che ne fanno uso.
Attingendo a casi di studio e alla teoria, Mollick formula una serie di previsioni per le organizzazioni che adottano l’intelligenza artificiale, senza minimizzarne i difetti (come il modo pernicioso in cui essa continua ad “allucinare” – ovvero, a inventarsi cose). Parlando di GPT-4 che gioca a Tic-Tac-Toe e osservandolo mentre perde, Mollick scrive: «Può essere difficile prevedere in anticipo in quali ambiti l’IA funzioni al meglio e in quali fallisca». «Le dimostrazioni delle capacità dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) possono sembrare più impressionanti di quanto non siano in realtà, poiché sono estremamente abili nel fornire risposte che sembrano corrette, creando l’illusione di una comprensione effettiva».
«È difficile prevedere in anticipo in quali ambiti l’intelligenza artificiale funzioni al meglio e in quali fallisca.»Ethan Mollick, in *Co-Intelligence*
Mentre molti prevedono che l’intelligenza artificiale interesserà innanzitutto i lavoratori manuali, lasciando indisturbati i colletti bianchi (almeno nel breve termine), Mollick ritiene che l’intelligenza artificiale possa favorire i dipendenti alle prime armi, i quali, grazie a essa, potranno acquisire rapidamente le competenze di un collega più esperto e mettere a frutto tale nuova “esperienza” a un salario inferiore. È una lettura di grande impatto, indipendentemente dal ruolo che ricoprite all’interno di un’organizzazione, e fortunatamente priva di quel gergo tecnico tipico dell’ .
Il punto di vista di una donna sul mondo della tecnologia

THE WORLDS I SEE: Curiosità, esplorazione e scoperta agli albori dell’intelligenza artificiale,
della dott.ssa Fei-Fei Li
(Moment of Lift Books, 29,99 dollari)
Questo libro di memorie, pubblicato un anno fa e appena uscito in edizione tascabile, sarebbe già di per sé avvincente grazie al suo punto di vista da “mosca sul muro” sui primi anni dello sviluppo dell’intelligenza artificiale; se a ciò si aggiunge la prospettiva unica dell’autrice in quanto donna (e immigrata) in un mondo dominato dai “tech-bro”, il risultato è un libro che si legge tutto d’un fiato.
Professore presso l’Università di Stanford e direttrice fondatrice dello Stanford Institute for Human-Centered AI, Li affronta una vasta gamma di argomenti, illustrati da numerose immagini, che spaziano dai suoi primi anni di vita trascorsi in condizioni di povertà negli Stati Uniti fino al momento in cui ha percorso i corridoi del Congresso e ha testimoniato dinanzi ai suoi membri, nel disperato tentativo di far comprendere ai legislatori i pericoli reali (e le implicazioni etiche ) di questa nuova tecnologia rivoluzionaria.
«» Anche io non ho potuto resistere alla tentazione di prendere in prestito il termine preferito della Silicon Valley, poiché mi sono reso conto che questa nuova era dell’intelligenza artificiale era ben più di un semplice fenomeno: era, come si suol dire, una “disruption”.”La dott.ssa Fei-Fei Li, in *The Worlds I See*
«Neanche io ho potuto resistere alla tentazione di prendere in prestito il termine più in voga nella Silicon Valley, quando mi sono reso conto che questa nuova era dell’intelligenza artificiale era ben più di un semplice fenomeno: era, come si suol dire, una “disruption”».
Per gli appassionati di tecnologia che hanno sempre il cellulare in mano

THE LITTLE BOOK OF LEARNING,
di François Fleuret (Università di Ginevra, da 0 a 9 dollari
Considerate questa guida come un’introduzione ai fondamenti dei modelli di intelligenza artificiale, resa ancora più imperdibile grazie alla sua presentazione: è stata progettata per essere consultata sullo schermo di uno smartphone e riceve aggiornamenti regolari proprio come un software. (Pubblicato originariamente nel numero 2023, è stato scaricato più di 600.000 volte in poco più di un anno; la versione attuale è stata aggiornata a maggio.)
Fleuret, professore e responsabile del gruppo di machine learning dell’ presso l’Università di Ginevra, illustra in dettaglio in che modo i modelli apprendono da enormi quantità di dati di addestramento. Entra in alcuni dettagli tecnici (calcoli e concetti quali “perdite” e “discesa del gradiente”), ma è comunque un testo piuttosto chiaro e di facile lettura. (Una formazione in ambito STEM è utile per comprendere alcune parti del testo.) Attenzione, acquirenti: è disponibile gratuitamente in formato PDF per dispositivi mobili o come opuscolo A5 stampabile, oppure in edizione tascabile (al prezzo di soli 9 dollari) – NON fatevi raggirare e NON acquistate quella versione non autorizzata da 40 dollari su Amazon e altre piattaforme.
Come scrive Fleuret sul suo sito web, «qualcuno ha rubato i contenuti e li sta vendendo». “Per impedire che ciò accada dovrei intentare una causa, e ho cose migliori da fare con il mio tempo.”
Per chiunque ami provare un brivido di paura

WILLIAM, di Mason Coile (G.P. Putnam’s Sons, 27 dollari)
Novità di questo autunno, il romanzo neo-cyber-noir di Coile rappresenta una deliziosa rivisitazione del genere delle case infestate con un tocco del XXI secolo, ponendo la seguente domanda: cosa si sente sbattere nella notte quando la casa infestata in questione è una “smart house” infestata?
Questa storia inquietante narra le vicissitudini di un ingegnere agorafobico che ha creato una coscienza artificiale e l’ha inserita in un robot incompleto di nome William. Come spesso accade ai robot in racconti di questo genere, William inizia ad assumere toni sempre più sinistri, soprattutto quando comincia a rimproverare il proprio creatore per preoccuparsi troppo della morale: «Sono delle manette». «Potrebbe liberarsene in un attimo… se solo lo volesse, fratello.»
“Potreste liberarvi di loro in un attimo… se solo lo voleste, fratello.”Un robot non proprio docile sulla spinosa questione della morale umana, in William
L’ingegnere sembra incarnare alla perfezione il sentimento di tanti uomini che si sentono insicuri e impreparati nel mondo odierno, in costante evoluzione tecnologica: si pensi a Jack Nicholson in *Shining* o a uno qualsiasi di quei “guerrieri del fine settimana” di periferia in *Deliverance* . Aggiungeteci una moglie incinta, alcuni colleghi curiosi e un brunch che sfugge rapidamente di mano, e otterrete una rivisitazione futuristica di Frankenstein – in un futuro non poi così lontano.

