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Immagine del post sul blog intitolato “Due è uno, uno è nessuno: l’arte delle operazioni resilienti”
Approfondimenti tecnologici

Due è uno, uno è nessuno: l’arte delle operazioni resilienti

In una giornata fredda e ventosa del marzo 1996 un gruppo di 25 sottotenenti del Corpo dei Marines, accompagnati dai propri istruttori, ha partecipato a un’esercitazione sul campo nel settore delle comunicazioni presso Fort A.P. Hill, in Virginia. L'obiettivo era quello di fornire una formazione sull'installazione, il funzionamento e la manutenzione di un'architettura di comunicazioni tattiche in condizioni di spostamento continuo. Il terreno di Fort A.P. Hill è particolarmente collinare e caratterizzato da una fitta vegetazione, il che ha comportato notevoli difficoltà per gli spostamenti e per l’allestimento di nuovi nodi di comunicazione.

A quel tempo, il Corpo dei Marines si avvaleva principalmente di radio a canale singolo (SCR) a livello di piccole unità per il comando e il controllo. Gli SCR consentivano di trasmettere gli ordini ai comandanti subordinati e di ricevere aggiornamenti sulla situazione, aiutando i comandanti a prendere decisioni informate. Il compito del sottotenente addetto alle comunicazioni era quello di elaborare e attuare un piano di comando e controllo resiliente, al fine di favorire un processo decisionale tempestivo da parte del comandante.

Al fine di migliorare l'addestramento in condizioni realistiche, gli istruttori introducevano spesso ulteriori elementi di complessità e caos. Ad esempio, richiederebbero il trasferimento immediatamente dopo l’avvenuto stabilimento del collegamento radio oppure simulerebbero guasti alle apparecchiature dichiarando inoperativi i collegamenti radio primari e sollecitando gli agenti a reagire a tali situazioni in evoluzione.

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La lezione da tenere sempre presente: disponete sempre di più di un modo per comunicare

Riflettendo sulle lezioni apprese durante l’esercitazione del Corpo dei Marines, ho compreso il valore duraturo di disporre di molteplici metodi di comunicazione per garantire un comando e un controllo efficaci. Con l’introduzione delle nuove tecnologie, il principio fondamentale è rimasto immutato: sviluppare sempre diverse opzioni per garantire che la comunicazione possa proseguire anche in caso di interruzioni causate da azioni ostili, fattori ambientali o circostanze impreviste.

Questa esigenza di resilienza ha portato all’attuazione del piano PACE — Primary, Alternate, Contingency, and Emergency — un approccio a cui ho fatto ricorso numerose volte nel corso della mia carriera nel Corpo dei Marines. L’importanza di questo approccio è stata ribadita nel corso dell’evento “ settembre 2025 ” tenutosi in occasione del Billington Cybersecurity Summit, quando il generale Caine dell’, presidente del Joint Chiefs of Staff, ha posto l’accento sulla resilienza ricordando che “se si ha una sola cosa, questa tenderà a rompersi”. Le sue parole hanno fatto eco alla mia esperienza nel Corpo dei Marines e al detto «due è uno, e uno è nessuno», sottolineando come il piano PACE sia fondamentale per garantire che le capacità essenziali rimangano operative.

Il concetto alla base del piano PACE è adattabile a diverse situazioni. Ad esempio, la maggior parte delle navi della Marina degli Stati Uniti immagazzina l’acqua potabile in serbatoi e la distribuisce tramite un sistema dedicato. Queste navi sono inoltre dotate di sistemi per la produzione di acqua potabile mediante osmosi inversa e/o distillazione per evaporazione. Questo approccio rispecchia la filosofia del piano PACE: la presenza di più funzionalità previene i guasti del sistema e garantisce la resilienza in caso di interruzioni.

Un piano PACE è indispensabile quando le organizzazioni — quali imprese, agenzie governative o forze armate — si affidano a un unico fornitore per funzioni chiave quali l’applicazione delle patch al sistema operativo, gli aggiornamenti software, la gestione delle vulnerabilità e la sicurezza informatica. Se questo ecosistema dovesse crollare, le conseguenze potrebbero essere gravi.

Per le organizzazioni militari, la mancanza di un piano PACE fattibile, accettabile e adeguato potrebbe comportare perdite catastrofiche di capacità fondamentali. Le forze armate necessitano di queste capacità resilienti per garantire il successo delle missioni; esse devono essere operative in ogni momento — e non in modalità standby — per mantenere il ritmo operativo.

Un piano PACE moderno: perché l’iniziativa “ Tanium ” è fondamentale per la resilienza informatica

Nelle operazioni di sicurezza informatica, il modello PACE riveste un ruolo centrale nel garantire una difesa a più livelli e la resilienza aziendale. Tanium rafforza tale resilienza informatica attraverso tre capacità fondamentali:

  1. Informazioni in tempo reale su endpoint
    Tanium raccoglie i dati direttamente dall’ endpoint (CENT), garantendo l’accuratezza e l’immediatezza necessarie durante eventi di forte pressione, quali le epidemie di ransomware. Quando ogni secondo è fondamentale, Tanium è in grado di identificare immediatamente gli endpoint compromessi, isolare i sistemi interessati e fornire ai team una visibilità continua per favorire l’ottenimento di informazioni utili a prendere decisioni concrete.

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  1. Risposta su larga scala e ad alta velocità
    Molti strumenti di sicurezza informatica possono non riuscire a scalare in ambienti con centinaia di migliaia di endpoint. Le installazioni dei software subiscono ritardi, gli aggiornamenti non vengono applicati ai dispositivi e i dati diventano obsoleti. Tanium distribuisce gli aggiornamenti e raccoglie i dati di telemetria con rapidità — anche in reti distribuite complesse e su larga scala — contribuendo a garantire una risoluzione tempestiva dei problemi, in modo che nessun sistema rimanga vulnerabile.
  2. Monitoraggio di altri strumenti di sicurezza
    Le organizzazioni che si affidano a un unico fornitore spesso non dispongono della visibilità necessaria per individuare i casi in cui tali strumenti smettono di funzionare senza dare alcun preavviso. La piattaforma IT autonoma “ Tanium ” colma questa lacuna valutando costantemente lo stato di salute delle altre soluzioni di sicurezza informatica, individuando gli agenti non funzionanti o i componenti obsoleti e risolvendo rapidamente i problemi. Qualora uno strumento di protezione endpoint smetta di generare segnalazioni in un intero dipartimento, Tanium è in grado di effettuare una diagnosi, eseguire un aggiornamento e ripristinare la copertura, garantendo così la resilienza fin dalla progettazione.

In sintesi: la resilienza richiede un piano PACE e la tecnologia adeguata

Le strategie di resilienza e quelle incentrate sulla tecnologia sono fondamentali per mantenere le capacità critiche in caso di interruzioni dei servizi aziendali e per garantire un controllo accurato durante le operazioni di routine. Come indicato in precedenza, il piano PACE — Primario, Alternativo, di Contingenza e di Emergenza — fornisce un quadro di riferimento fondamentale per garantire la continuità operativa in caso di guasti ai sistemi.

Tanium Si distingue come soluzione fondamentale in quanto fornisce informazioni in tempo reale sull’ endpoint , una risposta rapida su larga scala e un solido controllo sugli altri strumenti di sicurezza, elementi che, nel loro insieme, rafforzano la resilienza della sicurezza informatica.

Le organizzazioni, in particolare nei settori militare, governativo e delle infrastrutture critiche, non possono permettersi punti singoli di guasto. Un ecosistema resiliente richiede capacità articolate su più livelli, una prontezza operativa comprovata e una visibilità costante. Tali organizzazioni devono attuare un piano PACE che sfrutti tecnologie avanzate quali l’ Tanium , al fine di garantire che le reti essenziali mantengano un elevato livello di prontezza nel caso in cui altri strumenti dovessero fallire.

Perché nella sicurezza informatica — come in questo settore — due equivalgono a uno e uno equivale a niente.