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Perché l'alfabeto del Cyber non è il tuo migliore amico
Prospettive

Perché l'alfabeto del Cyber non è il tuo migliore amico

Le sigle sono la sua passione? È in grado di usare il gergo come i migliori? No? Beh, fareste meglio a rimettervi in pari al più presto! Come pensa di poter diventare un CIO o un CISO se si concentra troppo sul “GSD” invece di fare dell’IA la sua migliore amica?

Scherzi a parte, gli acronimi non sono il problema e non lo sono mai stati. È proprio quella “zuppa di lettere” di tecnologie che caratterizza lo stack tecnologico di un’azienda media a costituire la vera preoccupazione. Come un supergruppo mal assortito, il tutto risulta fin troppo spesso inferiore alla somma delle sue parti.

Quali sono le ragioni del nostro approccio intrinsecamente cumulativo all’acquisizione delle tecnologie? Per quel che vale, ecco il mio modesto parere:

1. FOMO (paura di perdersi qualcosa)

L’evoluzione della “zuppa di lettere” è correlata all’affermarsi delle soluzioni puntuali nel cyberspazio. Nel corso dell’ultimo decennio circa, si sono susseguite una serie di innovazioni volte a contrastare un numero sempre crescente di minacce nel panorama informatico, ciascuna delle quali ha introdotto un nuovo acronimo, uno strumento o il nome di un’azienda. Ciò che si è sviluppato in questo settore ancora agli albori è costituito da mille punti luminosi, con una miriade di funzionalità che si sovrappongono e senza alcun tessuto che li leghi tra loro. Nessuna azienda può permettersi di implementare e gestire tutti gli strumenti che si ritiene siano necessari; pertanto, un approccio basato su una piattaforma è fondamentale.

BVI (Non vedenti e ipovedenti)

Anche se un’azienda potesse permettersi di acquistare tutte le tecnologie disponibili sul mercato e impiegare risorse sufficienti per gestirle, si troverebbe comunque di fronte a una situazione intricata. In linea generale, ogni strumento ha il proprio modo di acquisire e generare dati, e ci si ritrova con un groviglio intricato di flussi di dati. Ciò rallenterebbe l’intero stack tecnologico, trasformando la sicurezza in un vero e proprio “peso morto”. Ciò di cui avete bisogno è un’unica fonte di dati, e la visibilità è fondamentale per poter controllare e intervenire immediatamente, prima che sia troppo tardi.

ICYMI (Nel caso ve lo foste perso)

Man mano che le pratiche informatiche maturano, anche l’orientamento degli sforzi si evolve e cambia anche l’importanza dei vari acronimi. Funzionalità quali l’antivirus (AV) e la prevenzione della perdita di dati (DLP) hanno rivestito per un certo periodo un ruolo fondamentale nelle organizzazioni che si occupano di sicurezza. Negli ultimi anni le aziende hanno compreso che la prevenzione degli attacchi rappresentava l’investimento più redditizio e la soluzione Endpoint Detection and Remediation (EDR) ha acquisito grande popolarità. Di recente, le aziende stanno iniziando ad adottare la convinzione che una violazione sia inevitabile e che la cosa più importante sia essere pronti a riprendersi con il minor disagio possibile. Gli approcci moderni considerano la risposta agli incidenti (IR) come una normale attività aziendale, senza la necessità di costose sale operative.

Questi sono solo tre motivi per cui è opportuno adottare un approccio basato su piattaforme alla tecnologia aziendale, al fine di ottimizzare il proprio parco tecnologico. Ma non finisce qui. Secondo McKinsey (si apre in una nuova scheda), la semplificazione dei processi end-to-end può ridurre i costi fissi del 20%-30% e accelerare l’erogazione dei servizi del 20%, aumentando al contempo la soddisfazione dei clienti del 5%-10% e i ricavi del 3%-5%. Se questo non è un motivo sufficiente per porre fine a questa confusione di sigle, non so proprio quale altro potrebbe esserlo. A presto.

Glossario degli acronimi

  • PDQ (Pretty Damn Quick)
  • GSD (Getting Stuff Done)
  • BFF (Migliori amici per sempre)
  • FWIW (Per quel che vale)
  • TTYL (Ci sentiamo più tardi)

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