La gestione della configurazione della sicurezza è un processo che prevede la modifica delle impostazioni predefinite di un sistema informatico al fine di aumentare la sicurezza e ridurre i rischi.
La gestione della configurazione di sicurezza individua eventuali configurazioni errate delle impostazioni predefinite di un sistema. Le configurazioni errate possono causare una serie di problemi, tra cui prestazioni del sistema insufficienti, mancata conformità, incongruenze e vulnerabilità di sicurezza.
Nei router o nei sistemi operativi, ad esempio, i produttori spesso impostano le configurazioni predefinite con password prestabilite o applicazioni preinstallate. Accettare impostazioni predefinite facilmente vulnerabili può consentire agli autori di attacchi di ottenere facilmente un accesso non autorizzato ai dati di un’organizzazione e può potenzialmente causare una perdita catastrofica di dati (si apre in una nuova scheda).
Strumenti specializzati per la gestione delle configurazioni consentono ai team di sicurezza di comprendere quali modifiche vengono apportate alle loro risorse chiave e di Detect individuare tempestivamente eventuali violazioni. Questi strumenti svolgono in genere le seguenti attività:
- Classificare e gestire i sistemi
- Modificare le configurazioni di base
- Applicare le nuove impostazioni ai sistemi interessati
- Automatizzare l'applicazione delle patch e degli aggiornamenti
- Individuare le configurazioni problematiche e non conformi
- Accedere e applicare le misure correttive
Le configurazioni errate dei sistemi di sicurezza rappresentano una delle principali cause delle violazioni della sicurezza. Nel 2019, ad esempio, quasi la metà (45%) di tutte le violazioni (si apre in una nuova scheda) è stata causata da errori attribuibili a configurazioni errate. L’impatto di tali violazioni può essere molto oneroso: ogni violazione causata da una configurazione errata del cloud costa alle organizzazioni in media 4,4 milioni di dollari, secondo quanto riportato da Ponemon Institute e IBM (si apre in una nuova scheda).
Come funziona la gestione delle configurazioni di sicurezza
Le patch, gli aggiornamenti e le modifiche apportate all’hardware e al software informatico richiedono in genere adeguamenti alla configurazione del sistema. Per evitare che tali modifiche abbiano ripercussioni sulla sicurezza, le organizzazioni necessitano di un processo ben definito di gestione della configurazione della sicurezza e degli strumenti adeguati.
Un processo ben strutturato è fondamentale per il ripristino in caso di disastri. Non è possibile ripristinare l'ultima configurazione nota senza una documentazione corretta ed esaustiva, ad esempio. Gli strumenti di gestione della configurazione della sicurezza sono importanti anche perché individuano configurazioni errate e Detect e segnalano modifiche insolite ai file o alle chiavi di registro, consentendo alle organizzazioni di comprendere in che modo stanno cambiando le proprie risorse.
La gestione della configurazione della sicurezza si articola in quattro fasi, secondo l’ , del National Institute of Standards and Technology (si apre in una nuova scheda):
- Pianificazione. Questa fase prevede l’elaborazione di politiche e procedure volte a integrare la gestione della configurazione di sicurezza nei programmi IT esistenti e in altri programmi di sicurezza, per poi diffondere tali linee guida all’interno dell’organizzazione.
- Identificazione e implementazione delle configurazioni. È fondamentale creare, verificare, approvare e implementare una configurazione di base sicura per il sistema. Tale approccio può riguardare le impostazioni di configurazione, i software installati, i livelli di patch, la disposizione fisica o logica dei dati, l’implementazione dei controlli di sicurezza e la documentazione.
- Gestione delle modifiche alla configurazione. Le organizzazioni garantiscono che le modifiche vengano analizzate formalmente per valutarne l’impatto sulla sicurezza e che, successivamente, vengano testate e approvate prima della loro implementazione. Le organizzazioni possono applicare una serie di restrizioni alle operazioni di modifica, al fine di limitare gli aggiornamenti non autorizzati o non documentati al sistema.
- Monitoraggio. Questa fase consente di individuare componenti di sistema finora sconosciuti o non documentati, configurazioni errate, vulnerabilità di tipo “ ” e modifiche non autorizzate — tutti elementi che possono esporre le organizzazioni a un rischio maggiore. Gli strumenti automatizzati aiutano le organizzazioni a individuare in modo efficiente i casi in cui il sistema non è conforme alla configurazione di riferimento approvata e in cui sono necessarie azioni correttive.
I vantaggi dei moderni strumenti di gestione della configurazione della sicurezza
La gestione della configurazione della sicurezza può rappresentare una sfida per le organizzazioni dotate di reti di grandi dimensioni e architetture complesse. Può risultare difficile effettuare un inventario accurato e aggiornare i registri relativi all’hardware e al software presenti nella rete, nonché creare e mantenere le impostazioni di riferimento per le configurazioni di endpoint device (si apre in una nuova scheda) . Inoltre, i processi manuali possono comportare errori; pertanto, è importante analizzare le modifiche prima che vengano applicate e verificare che le configurazioni siano conformi alle politiche e agli standard. Infine, può risultare difficile documentare correttamente le modifiche alla configurazione.
«La gestione della configurazione dellasicurezza può rivelarsi complessa nel caso di reti di grandi dimensioni e architetture complesse.”
Gli strumenti di gestione della configurazione della sicurezza possono affrontare queste sfide, offrendo una serie di vantaggi alle aziende:
- Automazione e visibilità. Senza uno strumento di gestione delle configurazioni di sicurezza, è praticamente impossibile garantire configurazioni sicure su server, router, firewall e switch. Lo strumento adeguato corregge automaticamente le configurazioni errate, garantendo al contempo una visibilità in tempo reale.
- Maggiore conformità. Gli strumenti di gestione della configurazione della sicurezza monitorano la conformità di un’organizzazione (si apre in una nuova scheda) rispetto agli standard sia interni che esterni. Ciò riduce i tempi necessari per individuare eventuali casi di non conformità, contribuendo così a evitare di incorrere in costose sanzioni e spese.
- Rischio minore e recupero più rapido. Detect e gli strumenti e corregga rapidamente le configurazioni errate, riducendo così i rischi per l’organizzazione. Ciò consente alle organizzazioni di offrire un livello di servizio più elevato e tempi di ripristino più rapidi, poiché la configurazione corretta è documentata e automatizzata.
[Leggi anche: Che cos’è l’automazione della sicurezza?] (si apre in una nuova scheda)
La gestione della configurazione della sicurezza è indispensabile per ogni organizzazione. Un processo efficace e gli strumenti adeguati proteggono dalle vulnerabilità e dalle minacce alla sicurezza, riducendo al contempo i rischi, garantendo la conformità e prevenendo la perdita catastrofica dei dati.

