Vai al contenuto principale
Blog Tanium

L'Evoluzione del Business Come di Consueto

«Abbiamo assistito all’adozione di tecnologie pari a 2 anni in sole 2 settimane.»

«Perché non ci siamo resi conto prima che potevamo lavorare in questo modo?»

«Questo è stato un vero e proprio campanello d’allarme: fino ad ora stavamo ancora lavorando come se Internet non esistesse.»

Queste sono solo alcune delle cose che ho sentito e letto nelle ultime settimane su come le organizzazioni abbiano sfruttato questo periodo difficile, impegnativo e personalmente sconvolgente come un’occasione per individuare aspetti positivi – su come possano cambiare in meglio il proprio modo di vivere e di lavorare. Naturalmente, man mano che la crisi si attenuerà, ricompariranno alcune modalità di lavoro “normali”, ma è probabile che il comportamento dei consumatori e dei lavoratori risulti diverso nel lungo periodo (una volta aperto il vaso di Pandora della tecnologia, in genere non è più possibile chiuderlo).

È fondamentale essere preparati a prosperare (e non solo a sopravvivere) nell’era della forza lavoro distribuita. Essere costretti ad agire in fretta e a scendere a compromessi in materia di gestione tecnologica e conformità per poter continuare a operare non rappresenta una soluzione sostenibile. La buona notizia è che esistono strategie efficaci per stare al passo con un contesto aziendale dinamico e in continua evoluzione.

L'evoluzione dell'ambiente di lavoro fisico

Il passaggio a una forza lavoro più distribuita non è una novità. Molte organizzazioni hanno adottato una cultura del lavoro a distanza. Alcuni hanno addirittura invertito la rotta rispetto alle iniziative di lavoro da casa per favorire una maggiore collaborazione in presenza. Tuttavia, è innegabile che la pandemia abbia accelerato l’adozione delle tecnologie, favorendo non solo nuove modalità di lavoro, ma anche la socializzazione con familiari e amici.

Dave Coplin sostiene da molti anni che il modo in cui lavoriamo negli uffici è rimasto ancorato a epoche passate e deve essere ripensato. Fino a poco tempo fa, lavoravamo ancora negli uffici come se fossero fabbriche ai tempi della rivoluzione industriale, e il concetto di ufficio open space, pensato per favorire la collaborazione, si rivela in realtà dannoso per la produttività.

Diagramma evolutivo che illustra il percorso storico dalle tribù e dagli agricoltori, passando per le fabbriche e gli uffici, fino alla forza lavoro distribuita, con produttività e agilità…

Man mano che abbiamo standardizzato e centralizzato le nostre attività, abbiamo ridotto la nostra agilità e la nostra capacità di cambiamento (ci vuole tempo per riorganizzare gli impianti di uno stabilimento, riorganizzare un ufficio o effettuare la migrazione da un data center a un altro).

Pensi a una piccola imbarcazione: è molto più agile, ma meno efficiente nel trasporto di merci rispetto a una nave da carico. Proprio come i modelli informatici si stanno orientando verso unità di codice sempre più piccole attraverso i microservizi ospitati nel cloud, il passaggio a un modello di forza lavoro distribuita dovrebbe rendere le organizzazioni più agili, aumentando al contempo la produttività e consentendo ai lavoratori di avvalersi dell’ambiente più adeguato all’attività da svolgere. Naturalmente il modello distribuito funzionerà al meglio una volta usciti dal lockdown, quando i team potranno anche collaborare di persona, se necessario. Il passaggio improvviso al modello di lavoro da remoto comporta sfide e rischi che devono essere affrontati – ne parleremo più approfonditamente in seguito.

L'evoluzione dell'ambiente di lavoro

«Il cloud ha dimostrato che la tecnologia non deve necessariamente trovarsi in ufficio; il COVID-19 ha fatto capire ai lavoratori della conoscenza e ai loro responsabili che nemmeno loro devono necessariamente trovarsi lì.»

Non è solo il luogo in cui lavoriamo ad essere cambiato; anche ciò che facciamo è cambiato. Siamo passati dalle catene di montaggio delle fabbriche, dai processi cartacei e dall’invio di corrispondenza tramite posta, alle macchine da scrivere, ai fax, ai computer mainframe e infine ai computer desktop. Eppure molti dei concetti ben noti del passato sono rimasti con noi: basti pensare all’icona “ ” per le e-mail, a per il salvataggio di un file o a , nonché alla disposizione della tastiera, che presenta tracce del passato.

Le reti locali hanno rivoluzionato la condivisione delle conoscenze e la comunicazione, ma per poterle utilizzare era comunque necessario recarsi in ufficio. L’avvento dei computer portatili e degli smartphone a prezzi accessibili, insieme ai servizi cloud basati su Internet, ha rappresentato una vera e propria svolta. Tuttavia, le implicazioni e le potenzialità offerte da questi fattori rivoluzionari sono rimaste fuori dalla portata di molte organizzazioni che continuavano ad affidarsi a un approccio al lavoro incentrato sull’ufficio (o che non potevano permettersi l’investimento necessario per la trasformazione digitale richiesta). Anche le autorità di regolamentazione hanno avuto difficoltà a stare al passo con le implicazioni della trasformazione digitale, che ha frenato lo sviluppo di alcuni settori.

L'evoluzione tecnologica

Colmare il divario in termini di agilità

Oggigiorno i lavoratori pretendono in ufficio la stessa comodità e la stessa esperienza utente di cui godono a casa, con i propri dispositivi personali e i servizi tecnologici di consumo. Tuttavia, ciò rappresenta una sfida per molte organizzazioni dotate di un patrimonio tecnologico legacy complesso, che si trovano ancora nel pieno del percorso verso il cloud e la trasformazione digitale. Sebbene, in teoria, le iniziative “Bring Your Own Device” (BYOD) possano risolvere in parte questo problema, esse comportano anche nuovi rischi. Il BYOD, di per sé, non risolverà il problema delle tecnologie di backend legacy che presuppongono che l’accesso avvenga tramite un dispositivo aziendale. Oggi, tale sfida si è trasformata in una potenziale minaccia esistenziale: se non si riesce ad adattare il proprio modo di operare e a stare al passo con i più recenti progressi tecnologici, non si sarà in grado di servire i propri clienti, gestire la propria catena di approvvigionamento e garantire la conformità alle normative. L'organizzazione deve colmare questa lacuna in termini di agilità senza compromettere in modo significativo la conformità, la sicurezza o la gestibilità.

Colmare il divario di visibilità

Alla luce di questi cambiamenti nei luoghi di lavoro fisici e negli ambienti lavorativi, i team che si occupano di digitale, tecnologia e sicurezza devono avvalersi dei dati per comprendere dove si trovi la tecnologia, in che condizioni sia e se sia aggiornata e sicura. Nell’era della forza lavoro distribuita questo aspetto è fondamentale; tuttavia, molte organizzazioni continuano a ricorrere ad approcci tipici dell’era della carta o, forse, basati su fogli di calcolo per gestire questa sfida. Nel mondo del lavoro distribuito non è più possibile limitarsi a girare per gli uffici con un blocco per appunti per verificare che ogni dispositivo disponga di un antivirus aggiornato. Non potete nemmeno dare per scontato che tutto sia al sicuro dietro i firewall del “castello” locale. La tecnologia intelligente deve colmare questa lacuna in termini di visibilità. La tecnologia che utilizzate deve fornire una visione d'insieme del parco tecnologico, che comprenda una vasta gamma di endpoint relativi agli utenti finali e ai server di back-end. Molte organizzazioni che hanno investito in soluzioni tecnologiche dispongono di una miriade di soluzioni di nicchia e puntuali che non si integrano tra loro e che, di conseguenza, aumentano la complessità anziché fornire un unico punto di riferimento attendibile in merito alla tecnologia aziendale.

Colmare il divario in materia di resilienza

E, naturalmente, la tecnologia può andare ben oltre la semplice visibilità e la creazione di un inventario di base; può individuare le dipendenze e fornire strumenti per gestire e controllare la tecnologia. Tale capacità è fondamentale, dato che la mobilità della forza lavoro è aumentata. Tenersi aggiornati sullo stato delle risorse è un elemento fondamentale, ma le organizzazioni devono anche essere in grado di rispondere in modo dinamico alle sfide. Comprendere le interdipendenze e le relazioni tra le risorse e i team interfunzionali è fondamentale per garantire la continuità operativa. La tecnologia deve colmare questa lacuna in termini di resilienza, in particolare negli ambienti di lavoro distribuiti e sempre più digitalizzati.

Colmare il divario in materia di responsabilità

Le nuove forme di comunicazione e collaborazione volte a garantire il coordinamento dei team interfunzionali implicano che i team debbano comprendere le proprie responsabilità in ogni momento e in ogni situazione. È fondamentale che tutti comprendano come operare nel modello distribuito; i team operativi e di sicurezza avranno bisogno di nuove procedure operative, strumenti e report che li aiutino ad apportare correzioni basate sui dati e a comprendere in che modo le loro decisioni e azioni influiscano sugli altri team e sull’organizzazione nel suo complesso. È necessaria una combinazione di formazione, cultura e tecnologia per colmare questa lacuna in materia di responsabilità.

L’evoluzione del “business as usual” e la preparazione alle ondate di cambiamenti futuri

Il mondo è ormai talmente complesso e in rapida evoluzione che i team operativi, di gestione dei rischi e di sicurezza devono adottare approcci digitali e basati sui dati per gestire il proprio carico di lavoro. Non ci si aspetta più che il team di vendita raccolga tutti gli ordini manualmente, per telefono o di persona; pertanto, non ci si dovrebbe nemmeno aspettare che i team tecnici gestiscano la tecnologia senza avvalersi della tecnologia stessa!

Cambiamenti rapidi come quelli a cui abbiamo assistito nel caso del COVID-19, in presenza di lacune preesistenti e della pressione a apportare modifiche in tempi brevi, hanno spesso comportato la necessità di scendere a compromessi significativi. Eppure non deve necessariamente essere così: l’approccio moderno, distribuito e basato sull’analisi approfondita di Tanium consente ai clienti di sfruttare la piattaforma che offre visibilità e gestibilità delle loro tecnologie in continua evoluzione su larga scala, affrontando le sfide nelle diverse fasi della crisi e progredendo rapidamente attraverso tre livelli di maturità operativa con rapidità e sicurezza:

  • Fasi 1 e 2 – Sviluppare la resilienza: misure immediate per rispondere al nuovo contesto operativo.
  • Fase 3 – Operazioni di ripristino: misure a medio termine per garantire e mantenere la continuità operativa.
  • Fase 4 – Piano per il ritorno alla normalità: le misure a lungo termine per prepararsi alla ripresa delle attività una volta superata la pandemia.
Considerazioni relative al “cigno grigio” e alle roadmap dell’architettura di emergenza: diagramma che illustra le fasi, dai cambiamenti immediati alla valutazione dell’impatto a lungo termine

Tra gli esempi di come abbiamo aiutato i nostri clienti figurano:

  • Garantire visibilità e controllo sugli endpoint degli utenti finali, indipendentemente dal fatto che siano connessi alla VPN o meno
  • Risoluzione dei problemi relativi ai client VPN non funzionanti – ripristino della connessione degli endpoint alla VPN tramite il controllo “ Tanium ” (in molti casi potrebbe non esserci stato altro modo per gestire tali endpoint se non tramite “ Tanium”)
  • Sgravare la VPN dal traffico relativo alle patch e alla gestione dei sistemi, in modo da renderla disponibile per le applicazioni critiche per l’azienda
  • Creazione di un inventario delle webcam presenti su centinaia di migliaia di endpoint, al fine di fornire all’azienda informazioni sulla fattibilità dell’utilizzo di interazioni con i clienti basate su video.

Sebbene vi sia molta incertezza riguardo al futuro, una cosa è certa: il mondo continuerà a essere dinamico e mutevole. Che si tratti di una pandemia, di un evento legato al clima o di improvvisi cambiamenti normativi, le organizzazioni devono essere pronte ad adattarsi e a portare avanti la propria trasformazione digitale. Tanium I clienti possono contare su un partner fondamentale per colmare il divario tra le modalità operative richieste dall’azienda e la realtà del proprio panorama tecnologico.

Le interessa vedere “ Tanium ” in azione? Fissate un appuntamento su per una dimostrazione individuale oppure rivolgetevi ai nostri esperti di Tanium in occasione dei nostri prossimi eventi .