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Come abbracciare il nuovo mondo del retail senza perdere clienti
Operazioni IT

Come abbracciare il nuovo mondo del retail senza perdere clienti

Il settore della vendita al dettaglio è ben abituato ai cambiamenti radicali. Digitalizzazione, crisi sanitaria globale, normative in materia di dati e privacy, obsolescenza tecnologica, carenza di componenti… qualunque sia il problema, il settore del commercio al dettaglio si è sempre trovato in prima linea. A ciò si aggiunge il fatto che stiamo assistendo a un aumento vertiginoso dei costi energetici e al conseguente impatto sull’inflazione dei prezzi al consumo.

È vero, anche la maggior parte dei settori si trova in una fase di transizione – decisamente in fase di ripresa – ma il settore del commercio al dettaglio spesso risente per primo degli effetti di questi eventi macroeconomici e, probabilmente, in modo più marcato. Quale occasione migliore, quindi, per incontrare due leader del settore in grado di fornire spunti innovativi che i CISO, i CTO e i CIO possano integrare nei propri programmi di modernizzazione per uscirne più forti?

Recentemente ho partecipato a una tavola rotonda insieme a Colin Williams, CTO per le reti e la sicurezza presso Computacenter, e a Gavin Cartwright, partner e responsabile della sicurezza informatica per il Regno Unito e l’Irlanda presso EY. Ciò che ne è seguito è stata un’incredibile analisi delle tendenze informatiche nel settore del commercio al dettaglio, sia dal punto di vista interno che esterno. Tuttavia, a titolo personale, ciò che ho tratto da questo dibattito è stata una visione sincera su come i CISO possano diventare più attenti alle esigenze dei clienti.

Meno metallo, più grinta

I relatori del nostro panel hanno descritto in modo molto chiaro l’attuale missione dei marchi del settore retail: offrire al cliente un’esperienza omnicanale “armonizzata”, in cui la sua “identità digitale” risulti sostanzialmente la stessa in tutti i punti di contatto. A tal fine, i nostri esperti hanno ritenuto che i CISO dovessero abbandonare i vecchi metodi tradizionali di raccolta, archiviazione ed elaborazione dei dati a livello hardware e adottare un approccio alla gestione dei clienti maggiormente basato sul software. Colin e Gavin ritenevano entrambi che ciò avrebbe migliorato l’esperienza del cliente e razionalizzato l’infrastruttura IT, riducendo la dipendenza dei rivenditori dai sistemi di sicurezza fisici.

In linea con quanto appena esposto, dal nostro dibattito emerge un monito. “Legacy” è un termine frainteso che il settore è giunto a considerare come antiquato, inadeguato e obsoleto. I CISO e i loro team devono invece valutare le tecnologie in base alla loro utilità, non alla loro età. L’opinione comune era che le decisioni in materia di modernizzazione (e quindi di spesa) risultassero più agevoli se basate sul valore che tali tecnologie apportano in termini di generazione di dati validi, disponibili e sicuri.

Il COVID legittima il cloud

Il COVID-19 ha avuto ripercussioni sul settore Community in modi che molti non avrebbero mai potuto immaginare, ma, secondo Colin Williams, stanno cominciando a emergere alcuni aspetti positivi. Da un lato, ritiene che il settore del commercio al dettaglio sia stato costretto — per necessità — ad adottare soluzioni cloud a causa della mancanza di accesso ai data center (durante i lockdown). Ciò, a suo avviso, ha indubbiamente “legittimato il cloud” agli occhi di molte persone, anche delle più scettiche. Ma ciò comporta nuove sfide?

Sia Gavin che Colin ritengono che l’integrazione del cloud in questo contesto abbia implicazioni di vasta portata e, in definitiva, positive. In primo luogo, entrambi sottolineano che il livello di conoscenza in materia di cloud e soluzioni ibride all’interno dei team di sicurezza è spesso carente. Non è certamente allo stesso livello delle conoscenze e delle competenze “in loco”, sostiene Gavin.

Dal punto di vista del cliente, Colin si è detto d’accordo. “È necessario comprendere meglio le diverse tipologie di cloud”, ammette, “per evitare un passaggio disorganizzato al cloud che coinvolga più fornitori e comporti una complessa rete di responsabilità tra I IaaS e e PaaS”. Oltre a ciò, i rivenditori dovrebbero investire in una serie di settori volti al miglioramento delle competenze, quali l’esternalizzazione, la formazione e lo sviluppo delle proprie accademie. Ciò avrà come effetto netto quello di rendere i dati più importanti e, di conseguenza, di semplificare notevolmente il dibattito sulla sicurezza ad essi correlato.

Riprogrammato per la rivoluzione

Nella parte conclusiva della nostra tavola rotonda, abbiamo affrontato il tema del ruolo del CISO in tutto questo processo di cambiamento. Una ricerca condotta da Tanium , disponibile all’indirizzo , evidenzia che i team di sicurezza informatica sono ora ritenuti maggiormente responsabili delle violazioni rispetto a prima della pandemia. E quindi, come viene percepita questa situazione all’interno della categoria professionale?

Secondo Colin, in qualità di responsabile tecnologico presso Computacenter, «è necessario un cambiamento radicale nella mentalità». Egli sottolinea la struttura tradizionale in cui i team operano in compartimenti stagni, determinati dalle rispettive competenze specialistiche. «Abbiamo bisogno di nuovi professionisti dell’IT dotati di una visione più a tutto tondo», in modo che possano fornire approfondimenti a livello aziendale che vadano oltre la loro competenza principale, afferma. A tal fine, i responsabili dei team devono essere in grado di definire e illustrare il problema in modo chiaro sia al personale operativo che ai vertici aziendali. «Non sono sufficienti i CISO e i responsabili della sicurezza pronti a fornire all’azienda le informazioni di cui ha bisogno», avverte.

Tuttavia, alla luce della serie di eventi verificatisi negli ultimi mesi e anni, entrambi i relatori ritengono che la sicurezza informatica sia in una posizione migliore per apportare valore all’esperienza del cliente e contribuire a rafforzare il valore del marchio. Il settore deve semplicemente “recuperare il ritardo”, il che significa modernizzare maggiormente il proprio patrimonio informatico e la relativa architettura, anziché limitarsi a un semplice aggiornamento. Il concetto fondamentale: si tratta di un’opportunità di rivoluzione, non di evoluzione.

Questo articolo del blog costituisce una sintesi di una tavola rotonda di un’ora, di ampio respiro, che potete seguire on demand. Clicchi qui per accedere alla registrazione e guardarla quando preferisce.