Una discussione sulle crescenti minacce alla sicurezza informatica
Nel Regno Unito è in corso un dibattito sulla responsabilità delle aziende nei confronti dei propri clienti di fronte alle crescenti minacce alla sicurezza informatica. La scorsa settimana, l’associazione per la tutela dei consumatori Which? ha esortato la nuova task force governativa contro le frodi a garantire che le aziende proteggano meglio i propri clienti dai reati informatici e a risarcirli in caso di violazioni. Il rapporto pubblicato lunedì dal Governo, intitolato “ : Cyber Governance Health Check” (: Valutazione dello stato della governance informatica) , ha evidenziato che, sebbene le principali aziende comprendano l’importanza della sicurezza informatica, non riescono a raccogliere le informazioni adeguate per essere pronte ad agire.
Alla luce dei risultati di uno studio governativo secondo cui due terzi delle aziende britanniche sono state oggetto di attacchi informatici nell’ultimo anno, i responsabili politici sono ansiosi di individuare soluzioni che garantiscano l’adozione di misure adeguate da parte delle imprese. Tuttavia, limitarsi a infliggere una sanzione alle aziende che subiscono la perdita dei dati dei clienti non costituisce una soluzione adeguata per garantire un’autentica assunzione di responsabilità. Una delle scoperte più illuminanti emerse dal nostro recente studio, intitolato “: The Accountability Gap” (: Il divario di responsabilità), è che due intervistati su cinque, tra amministratori non esecutivi (NED), dirigenti di livello C e responsabili IT (CIO e CISO), hanno ammesso di non sentirsi responsabili delle ripercussioni di un attacco informatico.
Disallineamento delle responsabilità
Ciò mette in luce un grave squilibrio presente in molte aziende moderne. Il risarcimento è un ottimo risultato per i clienti, ma non cambia il fatto che, nel complesso, i dirigenti aziendali non si siano assunti la responsabilità della sicurezza dei propri dati. La nostra ricerca “”, condotta in collaborazione con il Nasdaq e la Goldsmiths, University of London, ha evidenziato che, nello specifico nel Regno Unito, solo il 29% dei dirigenti di alto livello più vulnerabili era stato sottoposto a valutazioni dei rischi relativi alla sicurezza informatica. Nel complesso, solo il 10% dei dirigenti delle aziende più vulnerabili riceve aggiornamenti regolari sui tipi di minacce che potrebbero influire sulla propria attività, mentre il 98% non è certo che la propria organizzazione monitori costantemente tutti i computer e gli utenti presenti nel proprio sistema. Tale lacuna in termini di responsabilità si manifesta in livelli di consapevolezza e preparazione che non sono all’altezza del crescente livello di minaccia. Ciò rappresenta un problema significativo per le imprese del Regno Unito, tra cui molte di quelle incluse nell’indice FTSE 100.
Vi sono indicazioni che la sicurezza informatica stia iniziando a ottenere il riconoscimento dei vertici aziendali, ma ciò è ben lungi dall’essere sufficiente. È necessario che in tutta l’organizzazione si instauri una cultura della vigilanza e che la competenza informatica migliori a tutti i livelli. I dirigenti aziendali dovrebbero quindi valutare con obiettività la tecnologia che utilizzano per garantire la sicurezza della propria azienda. Sono in grado di rispondere a domande di base come: «Quanti dispositivi sono presenti sulla mia rete?» Non si tratta di una questione tecnica; semplicemente, non è possibile proteggere qualcosa di cui non si conosce l’esistenza.
Nel corso di quest'anno, il governo del Regno Unito pubblicherà una strategia nazionale aggiornata in materia di sicurezza informatica. Il documento definirà un nuovo approccio volto ad aiutare le imprese, i consumatori e i propri dipartimenti a contrastare gli attacchi informatici. In autunno, inoltre, verrà inaugurato un nuovo Centro nazionale per la sicurezza informatica (NCSC) con l’obiettivo di assistere il settore privato nell’attuazione di tale strategia. Si tratta di misure molto apprezzabili, ma devono essere mirate a creare una vera e propria cultura della responsabilità all’interno delle imprese.
Riteniamo che le linee guida del Governo rivolte alle imprese debbano riguardare quattro ambiti fondamentali:
- Sensibilizzare l’opinione pubblica sulle minacce alla sicurezza informatica: Il governo si trova in una posizione privilegiata per valutare e comunicare il crescente rischio di violazioni.
- Sensibilizzare le aziende sulle migliori pratiche: In collaborazione con il settore della sicurezza informatica, il Governo dovrebbe definire quali siano le migliori pratiche e quindi avvalersi dell’NCSC per aiutare le aziende ad attuare i cambiamenti necessari nel proprio approccio.
- Promuovere una forza lavoro qualificata: garantire che siano disponibili corsi accessibili nel campo della sicurezza informatica, al fine di colmare il crescente divario occupazionale nel settore cibernetico.
Nel corso di questo processo, Tanium contribuirà a promuovere un approccio più olistico alla sicurezza. La visibilità della rete, piani di risposta efficaci, la formazione dei dipendenti, lo sviluppo delle competenze e la condivisione delle informazioni sono tutti elementi fondamentali per rafforzare la sicurezza informatica delle aziende. Il Governo è convinto di comprendere la portata della minaccia, ma deve essere disposto a proporre soluzioni adeguate a tale minaccia.
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